“Maternità surrogata” Un’importante pubblicazione

La giovane avvocatessa Danila Mazzamuto ci svela importanti novità

La giovane avvocatessa siciliana Danila Mazzamuto, classe ’95, è la più giovane professionista del Foro di Palermo. Ha conseguito la laurea con il massimo dei voti e menzione alla carriera, ha svolto la pratica forense anticipata presso lo studio penale dell’avvocato Fabio Cosentino di Palermo e ha conseguito l’abilitazione giovanissima.
Vanta diverse collaborazioni, in qualità di tutor nelle materie di Sistemi Giuridici Comparati e di Diritto Privato, con il Direttore Prof. Gabriele Carapezza Figlia della LUMSA di Palermo. Attualmente svolge il tirocinio presso la Sezione Penale Gip-Gup collaborando con il Giudice Dott.ssa Annalisa Tesoriere.
Ma il suo pezzo forte è la nota a sentenza: La decisione delle Sezioni Unite: i nuovi fronti della“genitorialità sociale”, pubblicata sulla rivista “Il diritto di famiglia e delle persone”.

Con questa nota ha affrontato la tematica della “genitorialità sociale” e della maternità surrogata, trattata nella recente pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, dell’8 maggio 2019, n. 12193.
Il caso riguarda due uomini, uniti in matrimonio nel 2008 in Canada, i quali si erano rivolti all’Ufficiale di Stato Civile Italiano per ottenere il riconoscimento del rapporto di filiazione con i due minori, che erano stati generati mediante surrogazione di maternità eterologa, cui avevano preso parte una prima donna donatrice di ovociti e una seconda disposta a portare a termine la gravidanza. In particolare, la coppia chiedeva che venisse riconosciuta la co-genitorialità del genitore non biologico e che venisse ordinata la trascrizione dell’atto di nascita da parte dell’Ufficiale di Stato Civile Italiano. Quest’ultimo rifiutava la richiesta della coppia same sex, poiché la mancanza del requisito del diverso genere dei genitori, richiesto dalla normativa vigente, causava un problema di ordine pubblico.
Il caso ha generato, così, accesi dibattiti in merito al bilanciamento degli interessi in gioco: la dignità umana della gestante – che la stessa Legge n. 40 del 2004 tende a tutelare-, e l’istituto dell’adozione.
La giurisprudenza di legittimità, quindi, è stata chiamata a esprimersi circa il tema della “genitorialità sociale”, statuendo che il provvedimento del giudice estero con cui sia stato accertato il rapporto di filiazione tra un minore nato all’estero, mediante il ricorso alla maternità surrogata, ed il genitore d’intenzione – munito della cittadinanza italiana-, non può essere trascritto all’anagrafe italiana perché contrario al divieto di maternità surrogata e all’ordine pubblico.
La Corte ha, però, prospettato una possibile soluzione, individuata nell’istituto dell’adozione in casi particolari.

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