Mario Di Ferro: chef, manager, frontman.

Una vita tra Vip e personaggi famosi congelata dalla pandemia

Non tutti i mali vengono per nuocere. Ho riscoperto il tempo con i miei figli. Cosa c’è di più prezioso?

Una vita piena di impegni, tra eventi importanti e personaggi famosi, tra pranzi e cene esclusive per autorità e vip. Certo, mille soddisfazioni ma mi stavo perdendo ciò che di più importante ho nella vita: l’infanzia dei miei figli e il tempo da trascorrere in famiglia. Già, perché il tempo passa inesorabile, i figli crescono e ci ritroviamo ad un certo punto a guardarci indietro con una certa malinconia per non esserci goduti fino in fondo la preziosità di ogni giorno. Ecco, se da un lato è stato un periodo davvero triste per le conseguenze disastrose della pandemia, dall’altro mi ha permesso di riscoprire il valore della famiglia. Prima di allora non avevo il tempo materiale di occuparmi dei bambini e delle quotidiane dinamiche familiari, penso per esempio al fatto che le maestre dei miei figli neanche mi conoscevano e la prima volta che sono andato a prenderli a scuola pensavano fossi un estraneo! E poi ho anche avuto il tempo di dedicarmi un po’ a me stesse, di rispolverare la mia collezione di libri e godermi la mia raccolta di dischi che custodisco gelosamente ma che non riuscivo mai a d ascoltare. Ho avuto anche tempo di ripensare agli eventi più esclusivi che ho organizzato nel corso della mia vita lavorativa, dal pranzo per il Papa in città del Vaticano alla cena per famosi attori di Hollywood. Adesso però è ora di pensare alla ripartenza e a tornare sul campo per rilanciare le nostre attività: per quanto mi riguarda sto curando con tutto me stesso la meravigliosa Villa Zito, splendida location nel cuore di una delle vie più esclusive di Palermo, via Libertà. È un posto in cui credo molto e su cui ho investito tante delle mie energie e idee e spero di poter trasferire a tutti coloro che mi onoreranno della loro presenza l’ospitalità propria della cultura siciliana. Inoltre sto pensando di scrivere un libro in cui racchiudo ricette ed aneddoti della mia vita personale e professionale con elementi della tradizione. È un progetto a cui penso da un po’ e forse adesso è arrivato il momento di realizzarlo. Da ultimo, ma non in ordine di importanza, voglio continuare con un’attività che mi ha dato grandissime soddisfazioni a livello personale: cucinare per le persone meno abbienti che a volte non possono nemmeno permettersi di portare un piatto caldo a tavola. E poi conoscerle di persona, ascoltare le loro storie e guardarli negli occhi mentre le raccontano: una ricchezza che nessun riconoscimento economico potrà mai dare.

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